Critica

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Mostre
Tiroler Landesmuseum Ferdinandeum

 

Christian Hess  

 

Magdalena Hormann

 







Da
“Kulturberichte aus Tirol“
Innsbruck – n. 249/250 - 30. Jahrgang - Dezember 1976
Beethovenstrasse, 1 – 6040 Innsbruck
 
 

Far riemergere un artista  sconosciuto, completamente dimenticato con una significativa Opus, non si presenta comunemente nella storia dell’arte moderna. E’ molto forte la luce proiettata sul moderno sviluppo di una presenza artistica appesantita al suo inizio su tutte le avanguardie di qualche significato.
Innanzi tutto nel campo del moderno classico ogni vincolo sembra spento, anche se esaminato localmente e riportato da pubblicazioni di critica e storia dell’arte. Un’opera come quella del pittore Christian Hess (1895 – 1944) che partendo dall’Italia viene condotta con una mostra itinerante attraverso l’Europa, può essere un esempio che non ci si può cullare in sicurezze in tutte le informazioni. E’ senza dubbio che Hess raggiunge fra gli artisti della sua generazione un significativo rango e ciò non per un qualsiasi punto di vista regionale, ma in generale per l’arco della pittura tedesca di quei decenni.

Particolari circostanze biografiche hanno spostato di molto lo sguardo su Hess. Il pittore nato a Bolzano nel 1895 e cresciuto pittore in Innsbruck, che qui studiò alla Staatsgewerbe e che fu poi attivo nella fabbrica di ceramiche Kuntner a Brunico, sono poche vantaggiose relazioni, che, come mostra il suo ulteriore sviluppo non possono bastare, per considerare un artista specificamente tirolese, e dopo la permanenza sul fronte occidentale studiò all’Accademia di Monaco con il prof. Becker Gundhal. Quindi iniziò una continua vita girovaga che lo condusse attraverso mezza Europa sia in base ad ordinazioni (affreschi, ritratti) sia come viaggiatore artistico.

Punti fermi erano le sue visite a Messina presso la sorella sposata ed il rapporto con Monaco, dove espose molto e dove si legò al cosiddetto movimento della Juryfreie.
Dopo gli avvenimenti del 1933 tentò di stabilirsi in Svizzera ma visse la maggior parte a Messina fino al 1940 quando ritornò in Germania. Gli ultimi anni segnati dalla malattia egli li trascorse a Monaco e nel Tirolo; ferito in un bombardamento ad Innsbruck morì nel 1944 a Schwaz. Sebbene Hess avesse una grande cerchia di amici, tra cui Max Beckmann, Karl Hofer e praticamente tutti i “moderni monacensi” fu conosciuto molto poco attraverso le sue opere. Da alcuni anni la famiglia della sorella, presso cui è custodito quasi tutto il suo patrimonio artistico, iniziò con l’aiuto delle autorità regionali ed anche del Goethe Institut di Palermo, ad occuparsi della pubblicazione di quest’opera, il che è diventato possibile su ampia base con la mostra itinerante ed un ricco catalogo.

Al primo sguardo meraviglia indubbiamente nei quadri il forte elemento compilatorio; si vede chiaramente in quale campo di stile la sua creazione si sia mossa. In particolare, però, i riferimenti agli espressionisti tedeschi, specialmente a Beckmann e Hofer, alla pittura metafisica, ai principi compositivi della pittura francese post-cubista, a Picasso a Dufy, non sono così palesi, che non fosse già presente la forte personalità, che ha operato qui in maniera autonoma. Un lavoro fortemente disciplinato esprimono questi quadri come anche uno strappo non appassionato per tuttavia fortemente espressivo con un mondo che conosce ancora paesaggi fioriti, ricchi interni e movimentate scene di figure, ma che nella loro semplice espressione rimanda su posizioni di generalizzazione e di comune validità.

Le nuove conoscenze formali, come la creazione dello spazio attraverso la graduazione di macchie di colore, netti contorni per giungere a forme di corpi astratti, colori come portatori di luce e plasticità e infine la deformazione come aiuto per una più alta legalità pittorica, vengono esercitate da Hess con competenza artistica. Un elemento intrinseco di sentimento malinconico sembra presente nei suoi quadri. Questo è un preciso contrasto all’effervescenza e alla durezza degli espressionisti tedeschi. Al contrario Hess introduce nel freddo costruito mondo della pittura metafisica, calore e forza coloristica espressiva di un pittore tedesco.

Così Christian Hess è un importante pittore con un rango nell’anticipazione delle espressioni pittoriche del suo tempo, che non gli è più contestabile dopo questa mostra che percorrerà le città d’Europa. La mostra è presentata a Innsbruck dal 16 settembre fino al 28 novembre (prolungabile). In aggiunta al catalogo in tre lingue, il Landesmuseum ha pubblicato una brochure con la prefazione di Gert Ammann (con il patrocinio degli organizzatori della Fiera dell’Antiquariato di Innsbruck, che avevano accolto questo avvenimento nel proprio catalogo). Inaugurazione il 16 settembre 1976 con relazioni del presidente del Museo, Dott. Josef Ladurner, del direttore dell’Istituto Italiano di Cultura, Prof. Aldo Lucciarini e del Dott. Gert Ammann.
                                                                                                                                          M. H.
                                                                               (Dr. Magdalena Hormann, responsabile Redazione)


Mitarbeiter der Folge 249 / 250
Dr. Gert Ammann, Dr. Franz Biasi (Kufstein), Dr. Helmut L Demel, Dr. AIoisEbner (Lienz), Dipl.- ing. Dr. Erich Enthofer, RR, Dr. Hans Gschnitzer. Prof. Dr. Alfred Gruber (Meran), Dr. Friedrich Haider, Jutta Höpfel, Dr. Maria Hromatka (Wien), Oliver vom Hove (Hall), Prof. Edith Moroder (Bozen), Dr. Meinrad Pizzinini, Gunter Schneider, Dir. Dr. Emmi Torggler, Stadtrat Dir. Prof. Paul Unterweger (Lienz), Gerhard Wassnig (Lienz), Patrick Werkner, Prof. Dr. lgnaz Zangerle.
Mit M. H. signierte bzw. nicht signierte Beiträge von Dr. Magdalena Hörmann
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